Amore Malato.

“Ciao,
mi chiamo Malia (il nome è di fantasia). Ho 25 anni e da quando ne avevo 16 esco con un ragazzo. Lui è il mio amore, si chiama Robert.

Ci amiamo alla follia e lui mi fa sentire bene, mi adora, mi fa sembrare una Regina.

Sì, una Regina.

Qualche settimana fa, mi son sentita tremendamente in colpa perché ho sbagliato e l’ho fatto arrabbiare tanto. Non è la prima volta che il mio amore si arrabbia con me. Non è la prima volta neanche che commetto un errore.

E lui, anche questa volta, come ogni volta, mi ha punita per lo sbaglio. Me lo sono meritato. Mi ha dato uno schiaffo in pieno volto. Dopo quella sberla il mio viso era rosso fuoco, io piangevo ma non so perché. E’ stata colpa mia se si è arrabbiato e se non sono stata in grado di farmi perdonare. E’ colpa mia se l’ho messo in condizione di darmi quel ceffone.

Io sbaglio molto, lo so bene. E lui, per il mio bene, cerca – come dice lui – di correggermi. Lo fa sempre, perché sbaglio sempre.

Lui lo fa perché mi ama ed il segno del suo amore, a volte, è anche sentir male.
Mi ama talmente tanto che, pensate, non vuole che io neanche vada a farmi un giro con un’amica. Mi protegge in questo modo. Vuole fortemente che io sia tutta per lui e nessun altro. Neanche per un attimo posso essere di qualcun altro.

Ora però non ci sono più. E questa storia ve la sto raccontando dal cielo, da quel posto infinito che lui, nel suo profondo amore, mi voleva far toccare. Ed ora, quel cielo l’ho toccato, lo abbraccio e lo abbraccerò per sempre, perché lui, quel mio grande amore, in un attimo di nervoso mi ha uccisa.

Mi ha colpita forte, per correggermi, ma forse il forte era troppo forte per me. Ho picchiato il capo e sono deceduta.

Ora, amici ed amiche che vedete la mia storia, non ci sono più.
Non sono più di nessuno. E lascio i miei figli, i nostri figli, che non avranno più la loro madre, in segno di un amore che forse amore non era.”

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