Biotestamento: primo caso di “morte assistita”.

Primo caso di “dolce morte” in Italia, dopo l’avvento della legge sul biotestamento nel gennaio u.s.

Una donna di 49 anni, malata di S.L.A. – sclerosi laterale amiotrofica -, ha scelto di porre fine alle sue sofferenze ed essere staccata dal respiratore che la teneva in vita.

Cosciente ma paralizzata in un letto dal 2012, la signora di Nuoro ha espresso, per ben 4 volte, la propria volontà di non sopravvivere davanti ai medici ed a due testimoni, come prevede la nuova legge.

E’ così che i medici, vincolati dalla scelta della donna, hanno dato prima una sedazione profonda e successivamente hanno “estubato” la signora che, così, ha posto fine alla propria agonia ed è spirata senza sofferenza alcuna.

E’ il primo caso di applicazione della normativa in questo senso e c’è da pensare che, data la condizione di tantissime persone che si sopravvivono senza poter muoversi e parlare, non sarà l’ultimo.

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