Bebe Vio: la disabilità vincente.

Buongiorno a tutti.
Oggi vi vorrei parlare di una persona, un’atleta formidabile che si chiama Beatrice Vio, meglio conosciuta ai più come Bebe Vio.
Nata a Venezia, è una delle atlete di punta della scherma italiana, una fiorettista eccellente che ispira le sue gesta alla grande Valentina Vezzali.
Ma Bebe ha una differenza, perché è disabile.
Nel 2008, all’età di 11 anni, una meningite fulminante le causò un’infezione estesissima, con necrosi degli arti, che rese necessaria l’amputazione di entrambe le braccia e le gambe.
Tre mesi d’ospedale poi il lento, difficile ritorno alla vita.
Una qualsiasi persona si sarebbe demoralizzata, avrebbe buttato alle ortiche quanto fatto fino ad allora, invece Bebe no.
Nel 2009, insieme ai genitori fonda un’associazione, art4sport, a favore dell’integrazione sociale tramite pratica sportiva di quei bambini che avevano subito amputazioni.
Lei stessa si dà allo sport, intraprendendo la carriera nella meravigliosa arte della scherma in carrozzina.
Uno sport che le portò tante soddisfazioni e che la sta portando sempre più in alto, con la medaglia d’oro alle paralimpiadi e, ieri (9 novembre 2017) sul tetto del mondo, con l’oro al Mondiale paralimpico di Roma (avversaria battuta in finale 15-3).
Questa ragazza ha capito molto dalla sua sventura e dalla disabilità. Questa formidabile atleta ha compreso che la disabilità non dev’essere mai un limite, ma un trampolino di lancio verso la vittoria, che sia sportiva o nella vita.
La disabilità, vista da lei, è ciò che la rende unica e speciale, ciò che la contraddistingue da un mondo tutto uguale, di cattiveria, falsità e crudeltà. E lo sport le ha tirato fuori tutto la forza interiore ed il carattere.
Se noi tutti prendessimo esempio da una ragazza così, impareremmo ad essere meno cattivi e più determinati, a non piangerci addosso per ogni cavolata e soprattutto ad essere ambiziosi. Lei lo è stata ed ha vinto. Tocca a noi tutti seguire il suo esempio.

Complimenti a Bebe per la sua forza, la sua vittoria nella vita e quelle nello sport, sperando per lei una carriera formidabile, costellata di grandi soddisfazioni e con l’augurio che la sua esperienza di vita possa essere di grande insegnamento per tutti, disabili e non.

BRAVA BEATRICE!!!!!

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