Gatto: storia di un Dio a quattro zampe.

Quanti di noi hanno un gatto in famiglia? Tanti immagino. E sapete che, oltre ad avere un simpatico ed intelligentissimo animale domestico, avete anche una vera e propria divinità? No??? Allora ve lo spiego io il perché!!

Antico Egitto: il “Mau”, come veniva chiamato anticamente, era in origine un animale selvatico, un esemplare territorialmente poco affabile. Solo 10mila anni fa l’uomo è riuscito ad iniziare l’addomesticamento di questo animale. E lo fa nel migliore dei modi. Gli antichi egizi, infatti, capirono che il gatto aveva un’enorme utilità per il suo modo di cacciare i topi ed addirittura era capace di cacciare ed uccidere diverse specie di serpenti, tra cui il terribile Cobra!

Per questo, in Egitto, era venerato e considerato un vero e proprio Dio. Persino la dea Bast, poi nota come Bastet, era rappresentata come un felino.
Questa dea, inizialmente, raffigurava una personalità guerriera, era una dea temutissima. Poi, piano piano, cominciò a perdere i suoi connotati di figura temuta e temibile, per diventare proprio con l’animo di un gatto. Riservata, dolce e protettiva.

Proprio perché raffiguranti una divinità, i gatti venivano mummificati dopo la loro morte, in segno di profondo rispetto e devozione. Era un privilegio riservato a pochi esseri viventi.

Il felino era talmente amato che era presente in numerosissime rappresentazioni grafiche, soprattutto sotto le sedie su cui erano sedute le donne, le mamme. Era un modo per trasmettere graficamente il loro senso di protezione verso la famiglia che si affidava alle loro doti divine e di cacciatori.

Inoltre, il gatto maschio era presentato come se fosse protettore del Sole. E’ il caso del Grande Gatto di Eliopoli, raffigurato spesso a difesa dell’Albero “Ished”, l’albero della vita eterna. In alcune rappresentazioni era intento a combattere contro il serpente Apopi, che venne ucciso dal Grande Gatto che, con una zampa gli schiacciava la testa e con l’altra lo accoltellava.

Un’ultima curiosità sul gatto è questa: la gatta Myt, felina appartenente al Principe Thutmose, figlio di Amenofi III, venne sepolta in un piccolo sarcofago in segno di estremo rispetto ed amore. Fu il gesto più grande, moralmente e materialmente, mai fatto verso un gatto.

Tante altre curiosità e dicerie, buone e cattive, ci furono nei secoli sul gatto. Ma se voi pensaste a quanto siete fortunati a possedere un felino, smettereste forse di scacciarlo o di lamentarvi di esso.

E voi, che avete la fortuna di possederlo, amate e venerate il vostro amico miagolante, perché….in fondo….è un Dio!

Buona serata

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.