E’ successo di nuovo.

Due maestre d’asilo sono state arrestate in provincia di Parma con l’accusa di aver usato violenze, fisiche e psicologiche, su bambini di età compresa tra 3 e 5 anni.

Poco tempo fa, un genitore, preoccupato dal cambio di comportamento di suo figlio, effettua una segnalazione all’Arma dei Carabinieri.

I militari, per verificare che ciò che raccontava il denunciante fosse vero, applicano webcam nascoste all’interno della struttura e scoprono il fattaccio.

Nelle immagini, a dir poco agghiaccianti, si vedono le due maestre (termine totalmente improprio), urlare, inveire e strattonare i piccoli per farsi obbedire.

In un caso specifico, il minore viene preso per un braccio e quello stesso braccino viene sbattuto violentemente su un tavolo.

E’ a questo punto che, su ordine della Procura della Repubblica di Parma, parte il blitz dei CC che, finalmente, ferma i soprusi ed arresta le due aguzzine.

Questo è solo l’ultimo fatto di cronaca che coinvolge i più deboli e riapre nettamente il dibattito sull’uso delle telecamere all’interno delle strutture che ospitano le fasce più deboli. Un progetto di legge è stato presentato tempo fa in Parlamento, ma si è totalmente arenato, in quanto mal si congegna con le norme sul controllo a distanza. C’è da sperare che qualcuno intervenga al più presto, per garantire la sicurezza delle fasce più deboli e per far sì che azioni di questo tipo non si ripetano più.

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