8 MARZO: IPOCRISIA O VERA FESTA?.

Oggi, 8 marzo 2017, ricorre la cosiddetta Festa della Donna. Una giornata interamente dedicata al genere femminile, tanto bistrattato e massacrato dalla cattiveria umana.

Proprio questo fa pensare. Un intero anno a massacrare moralmente e fisicamente le donne, a fargli del male – non sempre fisico -, ad ucciderle, picchiarle, subissarle di responsabilità e sfruttarle e poi? L’8 marzo tutto questo di colpo viene dimenticato e le donne entrano nel centro dell’attenzione.

Scusate, ma questo mi pare ipocrita. Mi pare ipocrita che, chi maltratta la propria donna si ravveda proprio in questa data.

Mi sembra assurdamente ipocrita come un uomo possa odiare una donna con cui sta e poi di colpo amarla e festeggiarla.

Scusatemi ancora, ma persino la scelta di un giorno unico mi sembra veramente stupido.

Per me, la donna è sacra. Fate conto che la donna è la mamma che ci ha donato la vita, è la moglie o la fidanzata che ci supporta e sopporta quando siamo intrattabili e ci arrabbiamo con il mondo.

Molti maschi vedono la donna come semplice oggetto del desiderio oppure più semplicemente un oggetto. Ed è qui che sta lo schifo. La donna è una persona in carne ed ossa importantissima per la nostra vita. Senza una donna saremmo nulla, senza una nonna, una mamma non esisteremmo neanche.

Eppure….L’8 Marzo milioni di auguri, di mimose, di abbracci e baci, per poi tornare domani al solito tran tran ignobile fatto di odio, violenza e discussioni.

Per me la donna va rispettata, amata e festeggiata ogni giorno. Per quello che è, per quello che fa e per il solo fatto di essere donna.

 

Auguri a tutte le donne!!!!

 

Dj Fabo: storia di una non vita dal finale lieto.

Buonasera cari lettori,

ho voluto prendermi 24 ore di tempo prima di commentare la notizia, ma credo di essere ora in grado di capire. D’altronde, scrivere di getto su un argomento così delicato non è indicato né intelligente.

Ieri, 27 febbraio 2017, alle ore 11,40 si è spento in Svizzera, in una clinica Dj Fabo, nome d’arte di Fabiano Antoniani, un uomo di quasi 40 anni che dal 2014 non viveva più.

Vedete, quando un ex broker reinventatosi Dj per la sua enorme passione per la musica si trova, a causa di un incidente, paralizzato, senza potersi muovere, parlare, camminare e soprattutto nell’oscurità, non possiamo dire che viveva, possiamo dire che si lasciava sopravvivere, imprigionato nella sua cecità e nel suo corpo che ormai lo conteneva ma non lo aiutava più.

Per questo, un bel giorno, matura nella sua mente l’idea più tremenda ma anche più coraggiosa. Porre fine a questa “non vita”, staccando la spina alla sua esistenza.

Voi direte che dire “un bel giorno” parlando di uno che sceglie di morire sia una stupidaggine, segno di insensibilità.

Non è così. Chiedo a voi tutti di pensare se, un malaugurato giorno, anziché vivere la vostra frenetica vita fatta di lavoro, studio, sport, uscite con gli amici, cene e quant’altro, vi trovaste in un letto senza poter muovere un muscolo, senza poter parlare né vedere. La chiamereste vita?

E’ per questi motivi che Fabo, il coraggiosissimo Fabo, ha deciso di andare in Svizzera, lontano dalle sue terre natali, a compiere quello che si chiama EUTANASIA ma che per lui si chiama libertà.

Ha dovuto affrontare il suo ultimo viaggio fuori dalla sua Nazione, perché l’Italia è ancora troppo legata a canoni religiosi e cristiani che mal si abbinano a quello che è l’idea di autodeterminazione.

Così Fabiano ha affrontato col sorriso ciò che lo avrebbe finalmente liberato da questa prigione che era il suo corpo.

Lui, in un’intervista, disse che per lui il colore della vita, di quella vita che stava vivendo, era il nero. Nero quando si svegliava, nero al pomeriggio ed anche quando andava a dormire la sera. Per lui il giorno e la notte non esistevano perché tutto era nero.

Credo fermamente, nonostante io sia costantemente combattuto su ciò, che la scelta di Fabiano e di quanti altri hanno scelto, silenziosamente, questa strada, sia un atto di coraggio pazzesco. Forse fa male pensarlo, ma credetemi. Meglio morire e liberarsi che “non vivere” in un corpo e con due occhi che ti hanno abbandonato.

Né biasimo, né polemiche politiche. Solo un saluto. Ciao Fabo, suona la tua musica nel cielo, finalmente in assoluta libertà.

 

BlindHelper Braille.

Buonasera cari amici che mi seguite.

Questa sera sono a parlarvi di una grande, fantastica invenzione creata da un gruppo di ragazzi, studenti delle superiori di una scuola che anche io, molti anni fa, ho frequentato: il Barletti di Acqui Terme.

Un bel giorno, questo piccolo ma intelligentissimo gruppo, di cui fa parte una mia amica che si chiama Giulia, ha pensato: “Ehi, ma….perché non creiamo un qualcosa che possa facilitare la vita “tecnologica” delle persone disabili e nello specifico ipovedenti?”

Da qui nasce il progetto “BlindHelper Braille”.

Un po’ di storia: il Braille, lingua “scritta” per persone con problemi di vista, nasce ad opera di Louis Braille, che riprese, implementandolo, il cosiddetto codice Moon, che venne creato, come dice il nome, dall’inglese William Moon nel 1845. Esso consisteva nella rappresentazione semplificata delle normali lettere dell’alfabeto, punzonate e messe in rilievo, così da essere “leggibili” da persone non vedenti.

Proprio questa “leggibilità” del codice Braille spinge i ragazzi della scuola acquese a creare un’invenzione decisamente innovativa e fuori dal comune: una stampante Braille.

Quest’opera dell’ingegno, ormai conosciuta su scala nazionale, grazie anche alla collaborazione con una grandissima azienda di telefonia, è stata presentata in più mostre: una fra tutte la Make Faire 2016 a Roma, ma anche alla Facciamoci Vedere di Milano ed alla biblioteca comunale di Alessandria, in occasione della giornata mondiale del braille.

Questa loro “creatura” ha una grande utilità, ed è OPEN SOURCE!

Cos’è un’invenzione OPEN SOURCE?

Semplice, è un’opera dell’ingegno che, anziché essere brevettata dai creatori, viene messa, in tutto e per tutto, a disposizione degli altri, sia per ciò che riguarda i materiali usati, sia per gli applicativi usati per la programmazione.

Sì, avete capito bene. La stampante BlindHelper Braille può essere comodamente costruita e programmata da tutti!

Ma il progetto non può esistere senza l’aiuto di tutti. I giovani inventori hanno bisogno di supporto.

Aiuto che può essere dato tramite alcuni canali:

  • il primo è il blog ufficiale dell’invenzione: Blind Helper Braille
  • il secondo è un sito di crowdfunding: si chiama Eppela crowdfunding e permetterà di raccogliere i fondi necessari (dato che non vi è nessuna volontà di lucro sull’invenzione) per la partnership con l’azienda Fastweb, che si è resa disponibile a finanziare il progetto su scala nazionale, qualora venga raggiunta una cospicua cifra di fundraising!

Che dite, aiutiamo tutti questi ragazzi a coronare il loro sogno ed il sogno di migliaia di persone ipovedenti che, senza tale invenzione, non hanno possibilità alcuna di “leggere” e scrivere, di “vedere” volantini pubblicitari e di informarsi, se non con notevoli difficoltà?

Ricordate che molti di questi ragazzi e ragazze ipovedenti, con questa invenzione, potranno anche coronare sogni importanti. Pensate a chi è cieco e non può coronare la passione della scrittura e lettura. Magari, con questa creatura, potranno farlo. E chissà che, grazie a ciò, non si creino i presupposti per la creazione di una stampante 3D che consenta di costruire i tasti di un pc in braille, così che anche un amante della scrittura, con problemi di vista, possa diventare un grande scrittore!

67° Festival di Sanremo: ecco chi ha vinto.

Ieri sera, 11 febbraio 2017, si è conclusa la 67^ edizione del Festival di Sanremo. Un Festival che ha visto 2 protagonisti d’eccezione alla guida: Carlo Conti e Maria De Filippi. Per la prima volta si è potuto parlare di conduttori, e non di conduttore e valletta.

Le serate della kermesse canora sono state seguitissime, con una media del 50% di share, secondo i dati ufficiali Auditel. Per la prima volta, inoltre, non vi son state polemiche o proteste plateali (fatta eccezione per il farmacista noto per le sue diete ed i modi non proprio da persona fine).

Un Festival, insomma, incentrato esattamente su ciò che doveva esserne il fulcro: la musica.

Tanti i big in gara, alcuni volti vecchi e alcuni nuovi. Da Al Bano a Ron, passando per Ermal Meta e Fiorella Mannoia.

Ma chi avrà vinto la competizione?

Iniziamo dalle prime serate, che hanno visto i giovani in gara esibirsi nella sezione “Nuove proposte”, vinta lo scorso anno da Francesco Gabbani, classe 1982.

Tra i nuovi volti, quest’anno, il titolo di vincitore va a Lele, napoletano del tristemente noto quartiere di Scampia, con la canzone Ora mai.

Tra i big in gara invece, una sorpresa. I bookmakers davano favoriti dapprima Ermal Meta e, nelle ultime ore, Fiorella Mannoia. Ma vi è stata una grande sorpresa!

Infatti, proprio nella serata finale, il ribaltone viene da chi, inizialmente, era molto indietro in classifica. Si tratta di Francesco Gabbani, che con la canzone “Occidentali’s Karma”, vince tra i big.

Il cantautore classe 1982, già in classifica musicale con il conosciutissimo brano “Amen”, sorpassa tutti, compresa la favoritissima Mannoia, e va ad aggiudicarsi il primo premio!

Al secondo posto, proprio Fiorella, con un brano molto normale per lei, che è una delle voci più conosciute e apprezzate della musica italiana.

Sorpresa al terzo posto con Ermal Meta, che con il brano “Vietato Morire” si aggiudica il premio della stampa. Forse, dato il testo del ragazzo italo-albanese, la giuria stampa ha reso un po’ di giustizia ad un festival molto di qualità, in cui però, onestamente, ha vinto la quantità.

Ermal Meta, infatti, a giudizio di molti ascoltatori ed esperti musicali, è il vincitore morale di questa edizione ed il suo brano, tratto da esperienze personali, avrebbe meritato molto di più.

Sta di fatto che questa edizione verrà ricordata come l’edizione dei record. Uno share come nel 2017 infatti non si vedeva dal 2002 e rende giustizia al grande nome ed all’enorme risalto che ha sempre avuto a livello mondiale questa manifestazione.

Bravi tutti e….al prossimo anno!

Leggi strane del mondo parte seconda.

Buonasera amici!

Ricordate, tempo fa avevo pubblicato una serie di stranezze legali vigenti in vari Stati del mondo. Sì, vi avevo parlato di leggi assurde che vigono ancora oggi nel mondo, soprattutto negli Stati Uniti d’America, dove sembra che le stupidaggini legislative siano una regola non scritta ma molto, molto seguita.

Ma attenzione, anche altri Paesi sono alle prese con norme alquanto surreali. Vediamo le più assurde:

  • Israele: è severamente vietato andare in giro senza calze. (E se uno ha i sandali??)
  • Paraguay: è perfettamente legale sfidare un altro a “singolar tenzone”, ma attenzione. Se volete farlo, dovrete essere donatori di sangue. Altrimenti niente.
  • Bahrain: un ginecologo uomo può visitare una donna ma senza vedere il suo apparato genitale direttamente. Solo attraverso uno specchio. (Della serie “Ma manco di striscio la vedi!”)
  • Singapore: è severamente vietato arrampicarsi sui grattacieli. (Metti che uno dimentica le chiavi e deve andare al 50° piano per entrare dalla finestra!)
  • Guam: esiste l’impiego di “sverginatore”. Sì, ci sono uomini che lavorano tutto il giorno nelle campagne cercando donne vergini da deflorare. Questo perché per legge una vergine non si può sposare. (Insomma, bergnau di professione)
  • Colombia: a Calì una donna può aver rapporti sessuali solo col marito e, quando ciò avviene per la prima volta, al rapporto deve essere presente anche la mamma di lei. (Secondo me, in questo caso, la legge proviene da Medellin….)
  • New Mexico: a Carrizozo, le donne possono uscire solo se depilate. (EVVAI NIENTE EFFETTO YETI!!!!!)

 

Questa è la nuova puntata di Leggi strane del mondo. A presto per il seguito!!!!

2016: La parola più cercata dagli italiani.

Il 2016 che si è appena concluso porta dietro di sé tante notizie di cronaca ma anche qualche curiosità.

Una di queste è sicuramente la parola più cercata su Google dagli italiani.

Ormai tutti, giornalmente, usiamo il famoso motore di ricerca per qualsiasi motivo. Che sia un motivo ludico, di ricerca, di studio, di lavoro o solo così, per passare il tempo. Milioni di parole sono in ogni momento ricercate nel web. Ma quale è stata la parola più gettonata nel 2016 dagli italiani?

La risposta è semplice ed anche un po’ inquietante. Gli italiani, nel 2016, hanno cercato più di tutte la parola, o meglio le parole, Pokemon Go!!!

Sì, il gioco dei mostriciattoli colorati capitanati da Google ha bruciato il cervello di migliaia di persone che si sono prodigate nella ricerca e nel download dell’assurdo gioco. Un misto di realtà e finzione in cui si andava in giro con la faccia sul cellulare in cerca di mostri nelle città. Tanto che in alcuni Stati questo gioco è stato dichiarato pericoloso e quindi bandito.

Noi italiani, in alcuni casi, non ci siamo distinti per furbizia, ma il 2016 ha rivelato un dato ancora più atroce, dal momento che neanche l’elezione di Trump, neanche il terremoto ad Amatrice e nemmeno la morte di David Bowie hanno potuto nulla contro i mostri colorati del famoso gioco.

Speriamo solo che il 2017 ci riservi sorprese più intelligenti.

Buon anno a tutti!

2016: anno bisesto, anno funesto.

Il 2016, anno che sta per concludersi, non sarà certo ricordato come un anno fortunato. Sotto diversi punti di vista. Vediamo di fare in breve un excursus dei vari fatti avvenuti in questo terribile anno che, per fortuna, tra pochi giorni finirà.

Già il primo mese è stato funestato da fatti di cronaca di gravità notevole, come per esempio l’attacco terroristico a Istanbul, dove un kamikaze si fa esplodere uccidendo 10 persone e ferendone altre decine. Era “solo” il 12 gennaio 2016.

Il 28 gennaio, una nuova emergenza si crea, a causa di un virus letale e pericoloso per donne in stato di gravidanza e relativi nascituri. Questa malattia prende il nome di Zika.

Pochi giorni dopo, era il 31 gennaio, si verifica un terribile triplice attacco a Damasco, dove balordi dell’ISIS fanno una carneficina con 60 vittime e oltre 100 feriti. E’ il più grave attacco avvenuto nella città da molti anni a questa parte.

 

Purtroppo i mesi successivi non sono stati migliori:

  • 22 marzo 2016: Bruxelles è messa sotto attacco da carogne terroriste che mietono vittime e feriti, in un attacco multiplo avvenuto simultaneamente all’aeroporto e nella metropolitana della città. Il bilancio è pesantissimo: 34 morti e 300 feriti.
  • 16 aprile 2016: una violentissima scossa di terremoto colpisce l’Ecuador, la magnitudo è stata di 7,8 gradi della scala Richter.
  • 12 giugno: presunti membri di Isis entrano in un locale gay di Orlando (U.S.A.) compiendo un’ennesima carneficina. Il bilancio: 50 morti e 53 feriti
  • 16 giugno: Jo Cox, deputata britannica che si dichiarava apertamente contro la Brexit (uscita della GB dall’Unione Europea) viene brutalmente assassinata.
  • 28 giugno: attacco terroristico a Istanbul provoca 42 vittime.
  • 1° luglio: un commando terroristico entra in un ristorante di Dacca, in Bangladesh, uccidendo 20 persone che erano tenute in ostaggio.
  • Pochi giorni dopo, il 3 luglio, un altro attentato terroristico, questa volta a Baghdad, fa 125 vittime, con una infida autobomba.
  • 12 luglio: in Puglia si verifica un incidente ferroviario che provoca 23 morti e più di 50 feriti
  • 14 luglio: ennesima carneficina ad opera di uno scagnozzo di ISIS, questa volta a bordo di un tir lanciato a folle velocità mentre si stava svolgendo una celebrazione sulla via principale di Nice, Francia. Il balordo uccide 85 persone e ne ferisce oltre 200.
  • 22 luglio: un vile attacco a Monaco di Baviera provoca 9 vittime e 35 feriti.
  • 24 agosto: fortissima scossa sismica ad Amatrice, con la conseguente morte di 298 persone.
  • 30 ottobre: una nuova, violentissima scossa, colpisce la suddetta zona. Questa volta la magnitudo è spaventosa: 6,5 della scala Richter.
  • 28 novembre: un intero club calcistico, la Chapecoense perde la vita in un tragico incidente aereo. Solo 2 membri della squadra sopravvivono al disastro.
  • 10 dicembre: ad Istanbul un attentato provoca 38 morti e 155 feriti.
  • 19 dicembre: a Berlino un pazzo terrorista si arma nuovamente di un tir e uccide 12 persone, tra cui una nostra connazionale. La carneficina non si completa come da lui voluta grazie ad un freno automatico che ha stoppato il tir subito dopo il primo impatto.

Dopo tutte queste notizie tragiche, possiamo solo sperare che il 2017, non essendo bisestile, possa essere per tutti migliore.

Chi vi scrive, augura a voi tutti ed ai vostri cari un sereno 2017.

Grazie per questo 2016 passato insieme!

 

 

Fatal passione.

Una nuova tragedia si è consumata in una kermesse sportiva.

Oggi, 9 ottobre 2016, a San Marino si svolgeva una delle manifestazioni automobilistiche più interessanti e suggestive: il Rally Legend, appuntamento a cui prendevano parte molte leggende del mondo del rally, tra cui Tommi Makinen e il nostro Biasion.

Purtroppo quest’anno, il suggestivo rally si è interrotto anzitempo a causa di un gravissimo incidente. Durante il passaggio della prova “San Marino 1” l’equipaggio capitanato da Bonaso Enrico arriva in prossimità di una curva. A causa, presumibilmente, dell’asfalto bagnato dalle pregresse piogge, il pilota perde l’assetto della vettura e compie un tragico “dritto”.

In un video amatoriale è possibile udire lo stridere delle gomme in un disperato tentativo di frenata, purtroppo non riuscito.

Il bilancio del dritto, a causa del quale la vettura ha centrato diverse persone, è di un morto e dieci feriti di cui 2 gravi.

La Procura competente per territorio ha aperto un’inchiesta e subito sono stati fatti i primi rilievi, anche se la dinamica dell’incidente sembra chiara.

I feriti invece son stati smistati in vari ospedali per essere sottoposti ad interventi e cure del caso.

Il Rally Legend si è concluso così, con un comunicato degli organizzatori che hanno dichiarato conclusa la manifestazione.

Ehi Tu! Hai Midollo??

Anche quest’anno l’ADMO (Associazione donatori midollo osseo) sarà in varie piazze italiane per l’iniziativa “Ehi, tu! Hai midollo?”

Questa iniziativa permetterà a quanti si vogliano prodigare verso il prossimo, pur non avendo tempo da dedicare, con un solo piccolo prelievo ematico. Un piccolo prelievo di sangue che verrà “tipizzato” ed inserito nei campioni potenziali donatori.

Si tratta di un appuntamento importante perchè con una piccola puntura si può salvare una vita.

Pensate a quanti malati di leucemia abbiamo in Italia e nel mondo. Eppure basta così poco. Una persona con elevata compatibilità, una singola persona che abbia lo stesso tipo di informazioni midollari del malato ed egli avrà salva la vita.

Il 24 settembre l’iniziativa coinvolgerà la città di Acqui Terme (AL) e l’impresa sarà importante. Lo scorso anno ci sono state 161 tipizzazioni. Centosessantuno persone che hanno scelto di dedicare qualche minuto della loro vita e della loro mente agli altri.

In questo 2016 il record è da battere. Chissà che non si arrivi a 200!!

Ovviamente, vi sarà il personale ADMO a spiegare bene le caratteristiche fisiche che il potenziale donatore dovrà avere per poter entrare negli archivi ADMO.

Il tutto, ad Acqui Terme, avverrà con l’ausilio della Croce Rossa Italiana e dell’associazione V(iviamo) I(n) P(ositivo) di Alessandria, clown di corsia che intratterranno i più piccini ed intanto daranno informazioni circa la manifestazione.

Ricordate. L’appuntamento sarà per il giorno sabato 24 settembre in Piazza Italia ad Acqui Terme (AL), dalle 8,30 alle 24!!!

Ehi Tu! Se hai midollo aiuta ADMO ad aiutare!

2006-2016: 10 anni in C.R.I.

Era il 2006, il mese di settembre. Io vedo un banchetto, piccolo, di dimensioni ridotte ma molto evidente, della Croce Rossa Italiana. Era lì, durante una delle feste di Acqui Terme a fare promozione delle attività del Comitato Locale.

Io avevo 20 anni ed una gran voglia di rimettermi in gioco. Venivo da un periodo difficile, fisicamente e moralmente ed avevo voglia di ridare sprint alla mia vita.

Mi avvicino a quel banchetto e chiedo ai ragazzi in divisa come fosse possibile entrare a far parte di quel magnifico gruppo, che non conoscevo, ma al quale volevo unirmi con tutte le mie forze.

I volontari presenti mi diedero notevoli informazioni sui corsi e, combinazione, un corso per il c.d. “I° Step” (centralino) stava per iniziare.

Cominciai il corso e magicamente mi sembrava un ambiente noto, anche se non vi ero mai stato. Le nozioni erano a me chiare, l’apprendimento era molto facile, soprattutto grazie a chi svolgeva i corsi e spiegava le varie attività e regole.

Mi ricordo il buffo sketch dell’esame finale del corso. Era un test finale in cui le risposte erano a scelta multipla ed io, un povero studente di giurisprudenza ne sbagliai solo una, per la quale il mio caro amico che ci supervisionava mi prese goliardicamente e senza cattiveria in giro. Sbagliai infatti la nozione sul Diritto internazionale umanitario. Un’onta assurda e quantomeno comica per me che stavo studiando legge.

Da lì iniziò il mio cammino. Un cammino non sempre facile, a volte tempestato di discussioni o incomprensioni. Un tragitto che per due volte ebbi intenzione di mollare. Volli prendermi, anni fa, una pausa di riflessione, perchè non sentivo più quella spinta, quella carica che avevo all’inizio. Forse era delusione perchè volevo fare di più. Forse era scoramento. Non so. Ma per 3 mesi non andai più.

Quando tornai l’ambiente era come l’avevo lasciato. Sereno e gioviale. E ricominciai con nuove energie, nuove forze e feci delle conoscenze magnifiche.

Ricordo bene una persona che ho sempre come amica e che forse trascuro troppo ma a cui voglio bene come una sorella. Una persona limpida e pura con gli occhi che lasciavano trasparire ogni emozione. Ancora oggi la ricordo e quando capita le scrivo o le parlo con piacere perchè è magnifica.

Gli anni successivi furono un sali-scendi di emozioni, gioie, incazzature, nervosismi e pugni sul tavolo. Ma anche di risate e divertimento.

Ultimamente non sentivo più le forze. Non volevo più andare. Così sono stato ancora due mesi fuori. In riserva.

Eppure, in quei due mesi, facevo finta di niente ma mi mancava. Mi mancava quella divisa che io non sento addosso ma nel cuore. Mi mancava ridere con degli amici che comunque sentivo parte integrante della mia vita.

Ad oggi son ritornato. Ed ho una convinzione: che 10 anni fa ho fatto una scelta di vita e, cascasse il mondo, questa scelta non l’abbandonerò MAI.