Miss (povera) Italia.

Tutta Italia e non solo si chiede: ma ci fa…o lo è?
È tre giorni che è stata eletta la ragazza più bella (de gustibus) della nostra Nazione.
Una sportiva con la passione del basket. Talmente appassionata che si è fatta tatuare sulla coscia il cestista USA Michael Jordan.
Ma non è stata acclamata tanto per le sue gesta sportive o per la sua bellezza…quanto per….LE SUE GAFFE!!!
Eh si, perchè la ragazza sono tre giorni che inanella una serie allucinante di strafalcioni in un crescendo di emotional comments dal gusto horror-satira che stanno mandando al manicomio i social network e tutto il popolo del web!!!
Subito dopo la proclamazione il primo colpaccio: “Mi sarebbe piaciuto vivere durante la seconda guerra mondiale, tanto non la facevo perchè sono donna”
Non so, probabilmente l’ha detta perchè voleva andare contro a tutte coloro che vogliono la pace nel mondo e tutte quelle belle cose che sanno di utopia. Fatto stà che si tratta di una gaffe di dimensioni epocali. Forse la signorina non ricorda quante persone sono morte a causa della seconda guerra mondiale. STUDIA BELIN, STUDIA!!

Ma non è tutto, anzi, è solo l’inizio del tracollo.
Sì, perchè il giorno successivo, intervistata dal mitico Valerio Staffelli di Striscia, ha segnato il 2-0!! Quando Staffelli le ha chiesto “Qual è il suo personaggio storico preferito nella storia italiana?” l’ignara ragazza ha risposto il SUO mito, il SUO personaggio: MICHAEL JORDAN!!! Niente di male. Se non ci fosse un piccolissimo particolare: Michael Jordan è un ex giocatore di basket che ha sempre calcato il parquet della NBA ed è nato e vissuto in U.S.A.!!!

Da quel momento il delirio sui social è stato totale. Video, fotomontaggi, vignette satiriche, articoli. Tutto parla di lei!! Beh, si. Tutto parla. Sarebbe meglio dire Tutto la prende in giro.

Ora rimane solo da chiedersi: Cosa dirà prossimamente?? Ma sarà il tempo a dircelo. Noi aspettiamo fiduciosi. Noi crediamo in lei!!

N.B. Questo articolo non è atto ad offendere minimamente la persona oggetto di satira, in quanto è fatto solo per ridere un po’ e non per offesa o scherno. Quindi, leggete e ridete!!!

Das Auto. Che scandalo!!

Un enorme scandalo sta investendo in questi giorni una gloriosa casa automobilistica tedesca.
Tecnici USA hanno riscontrato la mancata veridicità dei dati riguardanti le emissioni nocive di tutte le auto motorizzate diesel che, al loro interno, avevano un software con cui si regolarizzavano emissioni di CO2 altrimenti irregolari.
Questo ha portato immediate e gravi conseguenze: il titolo ha perso in una sola seduta il 18.86% e la casa tedesca ha dovuto già ritirare 500 mila auto motorizzate diesel per eliminare il congegno irregolare.
Inoltre tutta la produzione su scala USA è stata immediatamente interrotta con conseguenze economiche disastrose.
Il responsabile commerciale ora pensa di lasciare il suo posto, data la posizione sempre più vacillante.
Ora mi chiedo. Ma non eravamo noi il popolo dall’illegalità diffusa?
Ai posteri l’ardua sentenza.

Ehi tu, Hai midollo?

Il 26 settembre, ad Acqui Terme (AL) si terrà l’annuale appuntamento con “Ehi, tu! Hai midollo?”, campagna di informazione e donazione organizzata da ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo), VIP Italia ONLUS ed il supporto ambulanza della C.R.I.

La manifestazione si terrà come ogni anno in Piazza Italia (la piazza principale di Acqui Terme) ed avrà come scopo quello di informare e “tipizzare” tutti coloro che vogliano diventare parte della grande famiglia ADMO.

Cosa significa essere Tipizzati. La tipizzazione consista in un semplicissimo prelievo di sangue che consentirà ai medici di ADMO di esaminarlo e confrontarlo con le migliaia di pazienti in attesa di un trapianto di midollo osseo.

E’ un’iniziativa molto importante. Per essere tipizzati basta essere di età compresa tra i 18 e i 35 anni e pesare almeno 50 Kg. Prima del prelievo, effettuato da un medico o infermiere presente sul posto, in collaborazione col personale CRI, verrà fatto compilare un semplice questionario informativo, in cui il futuro tipizzato dovrà rispondere a semplici domande (richiede solo qualche minuto, niente di chè). Alla fine del questionario, il tipizzato verrà sottoposto ad un prelievo di una piccolissima quantità di sangue che verrà portato nei laboratori per essere esaminato e inserito negli archivi dell’ADMO come potenziale donatore di midollo osseo (che attenzione non è da confondere col midollo spinale, di tutt’altra natura).

Successivamente, qualora il tipizzato risultasse compatibile con uno dei campioni in attesa di donazione, il personale ADMO spiegherà bene tutte le procedure successive.

Io, con tutto il personale citato sopra, ci sarò e vi aspetto con grande gioia per abbracciare questa grandissima iniziativa! Ricordatevi, un prelievo di sangue può salvare una vita!!

ADMO, VIP Onlus Italia e CRI vi aspettano sabato 26 settembre 2015 dalle ore 9.30 alle 23.55 in piazza Italia ad Acqui Terme.

VI ASPETTO IN TANTISSIMI, io sono acquese di nascita. FACCIAMO CONOSCERE IL VALORE ALTRUISTA DI ACQUI TERME!!!

Io non rischio.

Manca poco meno di un mese all’iniziativa della Protezione Civile Nazionale intitolata “Io non rischio”.

Questa iniziativa, promossa dalla P.C. italiana con il patrocinio dello Stato, ha l’intento di informare la popolazione dei rischi derivanti dalle catastrofi naturali, ultimamente molto frequenti e di sempre maggiore portata.

Vediamo come nasce questa campagna.

In Italia, il territorio è soggetto a vari tipi di eventi naturali e climatici. Alluvioni, terremoti, frane. Per evitarli, il miglior modo è conoscerli.

Proprio per questo l’informazione è importante. Ma come fare informazione su larga scala?

Non basta di certo un SMS o una comunicazione radiofonica di pochi secondi. Non basta neanche la comunicazione via mail, molto riduttiva e di poco valore.

Per questo i volontari di Protezione civile hanno organizzato in più città italiane incontri informativi che si terranno nei giorni 17/18 ottobre 2015.

In questi incontri, programmati in 480 Comuni italiani, verrà illustrato come difendersi dalle calamità naturali facendo prevenzione e attuando i piani di emergenza previsti per ogni evenienza.

La P.C. parla di “incontrare” più che informare, proprio per il carattere leggero e sobrio della campagna, che non si serve di volantinaggio o grandi proclami, ma che farà trovare i formatori della Protezione Civile nelle piazze italiane così da poter chiacchierare e far conoscere tutte le modalità per proteggersi e prevenire disastri altrimenti inevitabili.

Pensiamoci bene. Quante volte è successo e succederà che, alla prima pioggia forte, si sviluppi uno smottamento o allagamento, quante volte è capitato un terremoto ed essendo la nostra amata Italia terra a media sismicità capiterà ancora. Questi incontri servono a prevenire e curare gli effetti di tali disastri.

Certo, non si può prevenire un terremoto, in quanto è un evento improvviso che, al massimo, può dare leggere avvisaglie prima della scossa imponente, ma un’alluvione, con un po’ di accortezza da parte di tutti, si può se non annullarne i danni, quantomeno limitarli.

E’ questo lo spirito che spinge i volontari a creare “Io non rischio”. Io da volontario CRI sono felice di poter scrivere, sul mio sito, una sorta di reclame su questa manifestazione, perchè credo sia di fondamentale importanza prevenire disastri ed ecatombi troppe volte annunciati.

Su http://www.iononrischio.it troverete tutto il materiale illustrativo sulla manifestazione e sulle piazze italiane coinvolte.

Esorto, anche se non sono volontario di P.C., tutti a partecipare.

Informarsi non costa nulla ed ha sempre un grande valore.

Buona giornata a tutti e, ripetetevelo all’infinito. “Io non rischio”.

Nuove tecnologie e marketing.

Questo post è dedicato a tutti gli appassionati come me di due aspetti ormai fondamentali della nostra vita. Il marketing e le nuove tecnologie.

Ad oggi viviamo in un mondo tecnologico al massimo, con telefoni che quasi fanno tutto da soli, computer sempre più sofisticati, programmi grafici sempre più complessi e precisi e, soprattutto, viviamo nell’era di internet, con la sua informazione (o disinformazione) e la sua pubblicità.

Capita sempre più spesso di vedere aziende pubblicizzate su internet, attraverso vari canali. Uno tra tutti i social network.

Siamo stati letteralmente fagocitati dal sistema dei social, tanto che sono ormai dimenticati i tempi del volantinaggio per una “nuova apertura”, le inaugurazioni vecchia maniera dei locali. Il nuovo marketing corre su internet.

E’ l’evoluzione.

Per capirne l’efficacia possiamo fare un piccolo esempio. Prendete il nome del locale che più vi aggrada, andate su Facebook e digitatelo. A meno di incredibili mancanze, vi apparirà il locale desiderato con la sua pagina ufficiale (o il gruppo) con relativi eventi. Già, gli eventi. Una volta la serata in un locale si pubblicizzava con volantini, manifesti, passaparola. Ora si viene invitati tramite social network.
Per carità, molto più comodo ed immediato, ma quanta confusione.

Chi vi scrive è convinto sostenitore (lo utilizzo anche io) dei nuovi metodi di comunicazione digitale, ma molto spesso mi ritrovo invaso da inviti, eventi, gruppi, messaggi…di tutto. E come me tanti altri.

Siamo sicuri che sia il modo giusto di fare? Forse si.

Ma…Qual è il modo giusto di fare marketing su internet?

Un singolo post sul social network può essere un modo importante di dare visibilità ad un’attività, ma non è così efficace se non è seguito da un’adeguata pubblicità extra. Non tutti, si sa, amano Facebook, Twitter e simili, e neanche si iscrivono. E’ qui che nasce la necessità di creare un modello pubblicitario alternativo, più esteso.

Il metodo più interessante è quello di costruire un sito internet dell’azienda, in cui racchiudere tutte le informazioni di contatto, gli eventi e le eventuali offerte da parte dei gestori. Questo sistema è molto efficace perchè basta visualizzare il sito internet per avere un quadro pressochè completo del modus operandi aziendale e di tutto ciò che può interessare ad un potenziale cliente. Ovviamente non basta, perchè al momento in cui l’interessato si deve rivolgere a chi di dovere, è necessaria un’ottima preparazione del personale per illustrare tutti i punti salienti e, perchè no, convincere una persona indecisa, ad accettare di diventare nostri clienti.

Rimanendo sul discorso internet. Quali sono i punti focali di un sito commerciale?

Innanzitutto la veste grafica. L’immagine è tutto, soprattutto sul web. Quindi bisogna usare combinazioni di testo-immagini-colori che possano incuriosire il visualizzatore, in modo che continui a visitare il sito e apprezzarne tutto il contenuto.

Sul piano dei contenuti, bisogna essere il più chiari possibile. Non spendere troppe parole inutili, ma puntare immediatamente sul tema centrale, l’offerta aziendale. Così facendo il potenziale cliente non dovrà passare ore ed ore a guardare le pagine senza arrivare a quello che cerca.

Le immagini. Una bella presentazione fotografica dei prodotti, dell’azienda e di tutto il materiale d’interesse è basilare per la riuscita del web marketing. Parliamoci chiaro. Chi comprerebbe, per esempio, un tavolo in ferro battuto a scatola chiusa? Direi nessuno. Ed è a questo che serve l’immagine. Dar risalto al prodotto, così che chiunque possa vederlo e, se di suo interesse, acquistarlo.

I colori devono essere accattivanti, colpire subito il campo visivo di chi guarda, senza per questo dover essere carichi. A volte un sito con veste grafica “dark” rende meglio dal punto di vista marketing rispetto ad un sito con veste grafica di colore intenso.

Ovviamente tutto dev’essere aggiornato più possibile, magari non giorno per giorno, ma almeno 3 volte la settimana, così da permettere al potenziale cliente di visualizzare sempre prodotti nuovi ed aggiornamenti quasi in tempo reale.

I contatti. Non devono mai mancare i contatti a cui telefonare o scrivere e l’indirizzo di riferimento, a cui devono seguire poi persone preparate a dare tutte le informazioni richieste dalla persona.

Una volta messo in atto tutto questo meccanismo, state pur certi che il vostro marketing sarà ottimale.

Ma ricordate. Potrete avere le tecnologie più avanzate, ma senza il supporto della persona, anche la tecnologia ed il progresso non vanno avanti.

Storia di un miracolo italiano.

Sabato 12 settembre è stato un giorno magnifico per lo sport italiano.

Sul campo centrale di Flushing Meadows, Stati Uniti, si è giocata la storica finale di U.S. Open femminile di tennis. Due italiane a contendersi il titolo e scrivere in maniera indelebile il proprio nome negli annali del torneo: Flavia Pennetta e Roberta Vinci, quest’ultima arrivata in finale in modo rocambolesco, eliminando in SF la numero 1 indiscussa del seeding, il temibile cyborg del tennis Serena Williams.

Un po’ di remake di quello che è stato il turno di Semifinals.

Flavia Pennetta, numero 26 del torneo si ritrova a combattere con la numero 2, Simona Halep, ragazza rumena di grande levatura sportiva. Non un grande match. La rumena è decisamente molto fallosa, sbaglia tantissimo sia nei turni di servizio propri che in quelli di Flavia.

Finisce con un netto punteggio di 2 set a 0 per la nostra brindisina (6-3; 6-1 i parziali). Flavia, finalmente, vola in finale agli U.S. Open per la prima volta in carriera.

Dopo questo match arriva il turno, molto più proibitivo, di Roberta Vinci. Una gara tiratissima colpo su colpo, con Serena che vince facile il primo set, poi succede l’incredibile. Roberta Vinci martella ogni risposta sui colpi (non certo teneri) della donna bionica, resiste a colpi micidiali, con i quali la Williams avrebbe vinto facilmente con una qualsiasi avversaria. Ma di fronte l’americana aveva la miglior Roberta mai vista in campo!! Tanto che Serenona va in crisi, perde il secondo set. Tenta una timida reazione nel terzo set, ma niente. Roberta è irrefrenabile, stilisticamente, tecnicamente e mentalmente perfetta. E’ la fine di Serena. La Vinci fa suo anche il terzo set e trasforma la finale degli U.S. Open in un derby tutto tricolore, di fronte agli attoniti americani che tutto si aspettavano ma non di veder Serena fuori in Semifinale.

Arriva così il giorno, il grande giorno. Pennetta-Vinci per la storia del tennis italiano.

Primo set molto combattuto, che finisce 7-6 per Flavia che stringe i denti e vince 7 punti a 5 il tie-break del primo set.

Il secondo set senza storia. Roberta inizia ad accusare la stanchezza del primo set e, forse, della clamorosa batosta rifilata a Serena il giorno prima. Finisce 2 set a zero per Flavia. Punteggio: 7-6; 6-2 per la brindisina che, a fine torneo, gela tutti con una notizia.

A fine anno si ritirerà dal tennis giocato. Un’amara sorpresa per le migliaia di supporters della brindisina, ora che era all’apice della forma e della carriera, il suo ritiro a fine stagione viene visto come una vera doccia gelata per tutti gli italiani.

Ma forse è meglio così. Lasciare nel momento migliore, seppur difficile, è la scelta più saggia. Rimarrà sempre, nei fans, un’immagine vincente dell’atleta.

Dispiace un po’ per il suo ritiro, ma resta il fatto che ha fatto sognare ad occhi aperti tutta l’Italia e…per una volta….Tutti abbiamo potuto essere orgogliosi di essere ITALIANI.

Brava Flavia, Brava Roberta. Il sole splenderà per sempre su di voi per questo regalo fatto a tutti gli amanti dello sport ed a tutta Italia. L’Italia intera è fiera di voi!!

U.S. Open: l’Italia in finale.

Grande giornata per il tennis azzurro!!

Le nostre portacolori Flavia Pennetta e Roberta Vinci approdano magistralmente in finale allo U.S. Open, atto finale dei 4 Slam della stagione.

Ore 17 italiane, inizia la prima delle due semifinali. Il confronto vede la numero 2 del seeding, la rumena Simona Halep, sfidare la nostra testa di serie numero 26 del torneo, Flavia Pennetta.
Un match senza storia, durato circa 59 minuti, che vede la favorita Halep frantumarsi contro una Pennetta impressionante, che in due set manda in crisi mistica la povera rumena che, ad un certo punto, non capiva più come e soprattutto se c’era un modo di far punto. 6-1 6-3 il punteggio per la magica Flavia che entra così nella storia dello U.S. Open, essendo la prima italiana ad approdare in finale.

Alle 18,30 circa è il turno di Roberta Vinci. Impresa titanica la sua. Battere la numero 1 al mondo, Serena Williams, con i pronostici scontati a favore della tennista di casa.

Inizia il match con la tennista U.S.A. che prima si fa strappare il servizio, ma poi rimonta infilando 5 games di seguito a discapito della nostra connazionale. 6-2 il punteggio del primo set.
Partita finita? Assolutamente NO!
Ecco che Roberta parte alla grande, rispondendo colpo su colpo e strappando un servizio fondamentale alla Williams che non recupera più e si fa pareggiare 1 set pari con il punteggio di 6-4 per l’italiana.
E’ in questo momento che la Williams comincia a tremare. Come fa una tennista molto sotto di lei come potenza e tecnica a mandarla in crisi?
Ce lo dice il terzo e decisivo set, una vera e propria guerra, fino al 3-3. Poi la Vinci sale in cattedra, dimostrando di possedere colpi incredibili, precisione e tanta tanta voglia di vincere. Per Serena è la fine. Nel settimo game si fa strappare il servizio, mandando di fatto in finale Roberta. Serena va in confusione, non reagisce più se non a tratti. Tenta il tutto per tutto, ma troppa Roberta oggi per lei. Il match finisce 2-6;6-4;6-4 per la nostra tennista.
E, per una volta, possiamo gioire di essere italiani, almeno sportivamente.

Brave ragazze!! Chiunque vincerà gli Open degli Stati Uniti porterà l’Italia in alto ed il tricolore sventolerà enorme sui cieli americani!!

11/9

Oggi è un giorno triste per il mondo intero. L’oggi di 14 anni fa, poco dopo le 9 del mattino, l’America e tutto il mondo civile viene sconvolto da un vile atto criminale.
Quattro aerei di linea, della British Airways e della American Airlines, vengono assaltati e dirottati mentre sono in volo.
Due di essi vengono fatti schiantare sul World Trade Center, sulle Torri Gemelle, causando un’ecatombe senza precedenti.
Io in quel momento accendo la tv e mi trovo davanti le immagini di un inferno di fumo. Poco dopo è la fine…Prima ancora che qualcuno potesse realizzare cosa fosse successo, i due grattacieli implodono su loro stessi. Più di 2000 persone morirono lì sotto.
Ma non fu la sola tragedia del giorno. Un altro aereo di linea viene dirottato sul Pentagono, precisamente la parte dove erano gli uffici della Marina. Altri 800 morti e più.
Un ultimo velivolo venne dirottato quel giorno con le intenzioni dei dirottatori di farlo schiantare su Casa Bianca o Camp David. Quell’attacco non riuscì per il gesto eroico dei passeggeri che, sapendo quanto accaduto sugli altri velivoli, presero controllo parzialmente del Boeing e si schiantarono in una zona isolata. Una nuova carneficina, che però ne evitò un’altra ben peggiore.
Quello che seguì come risposta all’attacco lo sappiamo tutti.
Ma qui è il momento del ricordo. Non delle polemiche.
9-11 I’ll never forget.

Odio.

In ritardo rispetto a quanti lo hanno già fatto, arrivo anche io a commentare l’increscioso episodio che ha visto protagonisti una giornalista ungherese, tale Laszlo ed un migrante con in braccio un bambino che tentava di fuggire.

Un po’ di premessa.

In questi giorni, migliaia di persone in fuga da Iraq, Siria e Afghanistan stanno oltrepassando i confini degli Stati europei in cerca di riparo e fortuna. Non sono delinquenti, sono gente semplice loro. Gente che scappa dalla furia dei terroristi dell’Isis. Nulla più. In mezzo a loro moltissimi bambini, che forse meriterebbero una sistemazione migliore rispetto a quella nel loro Paese tra bombe, decapitazioni e mutilazioni.

E’ per questo che si incamminano verso l’Europa, e soprattutto verso l’Europa dell’Est, primo approdo sicuro di questi poveretti che, al contrario di altri migranti che vengono in Europa per motivi meno importanti (alcuni per scappare alle leggi del proprio Paese che hanno infranto), hanno tutto il diritto di scappare e per la maggior parte sono persone molto colte, che conoscono perfettamente l’inglese e che, in decisamente tanti casi, sono laureati o diplomati.

Personalmente ho conosciuto, in occasione di un mio ricovero in ospedale, un signore iraqeno, Brahim, un infermiere in Iraq, venuto, tramite la Croce Rossa Italiana, in Italia per fornire cure al suo bambino piccolo nato con una grave malformazione. Questo signorotto, pur sapendo l’inglese, si rifiutò di parlare per molto tempo in tale lingua, non voleva parlare la lingua degli Americani. Ma tentava di imparare l’italiano. Tentava di parlare la nostra lingua, la lingua del popolo che lo ha assistito ed ha aiutato suo figlio. Beh, mi ha fatto una certa impressione vedere tanta gentilezza in questa persona. Non era facile comunicare con lui, ma solo con gli occhi capivi cosa stava pensando.
Ed era un infermiere formidabile! Quando nessuno riusciva, a causa delle mie vene sfiancate, a trovare un accesso per le flebo, lui ci riuscì. Il solo a riuscirci. Tanto che le infermiere del reparto si fidarono di lui col suo bambino e si facevano aiutare da lui per le medicazioni e le flebo.
Tornando al fatto principale, trovo assurdo il comportamento di chi, di fronte ad una fuga veramente necessaria, ostacola tale fuga con uno sgambetto. Non per il gesto in sè. Ma per il fatto morale. Chi può sgambettare una persona con in braccio un bimbo piccolo. Chi??
Fortunatamente la giornalista, Petra Laszlo, è stata immediatamente licenziata dalla testata giornalistica per cui lavorava. Ed è auspicabile che anche la giustizia ungherese faccia il suo corso contro questa BESTIA umana.

Questa gente, i siriani, iraqeni e afghani, scappano veramente dalla guerra. Non ne approfittano, non scappano dalla giustizia del loro Paese.
Lo hanno capito in molti, lo ha capito persino la durissima Germania di Angela Merkel che ha ampliato fino a 120 mila i rilasci di documentazione di asilo politico per queste persone.

Lo ha capito l’Austria, che ha fatto lo stesso. Lo ha capito la stessa Ungheria e persino la Serbia.

In Italia il discorso è diverso. Pur arrivando centinaia di migranti al giorno, non si capisce bene la provenienza. Non sono siriani, iraqeni o afghani. Sono centrafricani, nord africani, sono gente che non capisce nè si sforza di capire la lingua del paese ospitante o almeno inglese o francese. I siriani e le persone che migrano da zone di guerra sono in misura minore rispetto agli altri. Stiamo forse accogliendo “quelli sbagliati”? Non lo so e non sono nessuno per dirlo. Ma personalmente darei la precedenza a chi arriva da zone in cui la povera gente è chiusa in mezzo tra governi scellerati e Isis. Soprattutto i bambini, il cui solo pensiero sarebbe vivere sicuri e tranquilli, avere un pasto caldo e giocare, spensierati, con la consapevolezza che un giorno saranno adulti pacifici e sereni.

Questo senza dimenticare i nostri poveri, le persone che vivono con miseri stipendi e pensioni, con due euro in tasca e che per mangiare rovistano nei bidoni della spazzatura per racimolare qualche avanzo.

Concluderei dicendo: Aiutiamo sì, evitiamo gesti schifosi come quello di Petra Laszlo, ma aiutiamo con giudizio chi veramente ne ha bisogno. Non è bello far precedenze, ma strettamente necessario. Solo così si potrà evitare qualsiasi episodio di odio.

Accadde oggi: 8 Settembre.

8 settembre. Un giorno ricco di storia e di avvenimenti ad essa legati. Vediamo i principali:

  • 1694: terremoto di Irpinia e Basilicata, un tragico evento che causò circa 6000 vittime.
  • 1870: inizia la Presa di Roma da parte delle truppe del Regno d’Italia con 60 mila soldati sotto la guida del Maresciallo Cadorna che entrano nella città.
  • 1923: disastro di Honda Point, sette cacciatorpedinieri della Marina U.S.A. si arenano sulla costa californiana.
  • 1941: inizia l’assedio di Leningrado da parte delle forze armate naziste
  • 1943: viene reso noto, con un comunicato da parte di Eisenhower e Badoglio, l’armistizio di Cassibile, firmato dall’Italia il giorno 3 settembre 1943. Brindisi diviene sede del governo e di conseguenza Capitale del Regno d’Italia.
  • 1943: Frascati viene distrutta da un pesantissimo bombardamento da parte delle forze alleate: 500 civili morti oltre a 200 soldati tedeschi.
  • 1944: il Transatlantico Rex viene affondato dalle forze armate inglesi
  • 1945: Guerra Fredda: le truppe Statunitensi occupano la parte sud della penisola di Corea in risposta all’occupazione della zona nord da parte delle forze sovietiche.
  • 1951: termina la Guerra del Pacifico, con la firma del trattato di pace tra Giappone e 48 Nazioni partecipanti alla guerra.
  • 1974: Renato Curcio e Alberto Franceschini (ideatori delle BR) vengono arrestati a Pinerolo (TO).
  • 1991: Indipendenza della Macedonia.

Un avvenimento riguardò anche gli appassionati di serie televisive. Iniziò infatti l’8 settembre 1966 la famosissima serie televisiva Star Trek, diventata serie Cult della televisione mondiale.

Da ricordare, in questa data, la scomparsa del noto conduttore televisivo Mike Bongiorno, nato nel 1924 e scomparso nel 2009 all’età di 85 anni.