Musica: morto Charles Aznavour.

Si è spento all’età di 94 anni Charles Aznavour, il re degli Chansonnier.
Nato a Parigi nel 1924 da una famiglia di immigrati armeni, fu instradato al teatro parigino all’età di 9 anni, fino a quando la nota Edith Piaf lo notò ed iniziò a portarlo in tournée.
Considerato un monumento della canzone francese, Charles scrisse e cantò più di mille canzoni in cinque lingue: francese, inglese, italiano, spagnolo e russo. Interpretò una sessantina di film, scrisse due autobiografie e fu impegnatissimo nel campo sociale, ragion per la quale fu insignito della Legion D’Onore francese e fu Ambasciatore d’Armenia a Parigi.

Messaggi di cordoglio ed omaggi da tutto il mondo, anche attraverso i social, che ricordano come fosse un pilastro portante per la musica francese ed internazionale, amato e rispettato in ogni Nazione.

F1, GP Russia: a Sochi vittoria del business.

Si è concluso da poco il Gp di Formula 1 a Sochi, Russia.

Alla conclusione dei 53 giri la Mercedes di Lewis Hamilton taglia il traguardo per prima, senza onore né gloria, con alle spalle quello che è il vincitore morale della gara: Valtteri Bottas.

Terzo gradino del podio per un mediocre Vettel, colpevole di aver agevolato il sorpasso al pilota inglese della Mercedes.

Gara dominata dalle Mercedes che, però, si macchiano (ordine di scuderia di Toto Wolff) di un fattaccio: al giro 25 il finlandese si scansa e fa passare Lewis.

Termina, poi, l’intero gran premio in questa situazione, con un team radio di Bottas che chiede a Wolff di prendere una decisione sulle posizioni dei due ed il tedesco che risponde: “Stay there” (state lì) con il chiaro intento di far vincere Lewis.

Gelo tra i due e con il team a fine gara, con Lewis che va per primo a consolare e complimentarsi con Valtteri. Intervista di fine gara che la dice lunga, con i due che dicono al cronista che è stata una gara difficile, soprattutto a livello mentale e lo stesso Lewis che, da gran signore, chiama sul gradino più alto del podio Bottas e gli dice di alzare lui il trofeo da primo classificato, con il finlandese che gli risponde “No mate”, quasi a non voler aprire anzitempo un incidente diplomatico all’interno del team.
Gelo anche tra Lewis e Vettel, con il tedesco che festeggia unicamente con Bottas, quasi ignorando l’inglese.

Social networks in bestia, con i tifosi di tutte le scuderie veramente infuriati per aver fatto passare Valtteri come il “maggiordomo” che deve servire il padrone. Molti chiedono di tornare al 2003, quando gli ordini di scuderia furono proibiti (per effetto dell’ordine Ferrari tra Barrichello e Schumacher, con il primo che fece passare sul traguardo il secondo).

U.S.A.: paralizzato torna a camminare.

Centodue metri in 16 minuti. Centotredici passi che, per lui, valgono come aver vinto un’Olimpiade.

Protagonista di questa piccola, grande impresa è un 29enne americano che 5 anni fa rimase paralizzato dalla vita in giù per un incidente in motoslitta.
Da allora si è sempre mosso in sedia a rotelle ed i medici lo avevano reso conscio del fatto che non avrebbe più potuto camminare.
Invece, nel 2016, l’uomo inizia a sottoporsi ad una sperimentazione che, oggi, lo ha portato a raggiungere questo gran traguardo: tornare a camminare.

Il metodo consiste, spiega il direttore generale della Mayo Clinic di Rochester, nell’impiantare un congegno ad impulsi elettronici che praticamente riconnette i centri nervosi interrotti con il cervello, attraverso un sistema di microchip a livello epidurale.
La Dottoressa Zhao, però, precisa che finora la sperimentazione è avvenuta su pazienti i cui centri nervosi erano lesionati e non completamente interrotti. Il dato certo è che il giovane, anche se non può ancora andare in strada da solo con le proprie gambe, fa progressi ogni giorno, tanto da potersi muovere in maniera totalmente autonoma in casa ed in percorsi di breve durata.

Anticipi Serie A: vincono Roma e Juventus.

Vittorie di Roma e Juventus negli anticipi della settima giornata di Serie A.

I giallorossi, alla ricerca di un riscatto, affrontavano un complicato derby con i concittadini della Lazio di mister Simone Inzaghi.
Partita quasi a senso unico, ma con tanti errori per parte.
Inizio spumeggiante della Roma che però si ferma al cospetto di Strakosha, con Dzeko e Pastore (sostituito alla mezz’ora per un infortunio). Olsen salva su Immobile.
Al 45′, complice la sfortuna biancoceleste, la Roma passa in vantaggio con un bel colpo di tacco di Lorenzo Pellegrini.
Nel secondo tempo prova a farsi vedere la Lazio, che pareggia i conti con Ciro Immobile, bravo a sfruttare un madornale errore difensivo dei giallorossi, con Fazio che, per un indecisione, si fa scippare il pallone e permette all’attaccante laziale di insaccare alle spalle di un incolpevole Olsen.
Il pareggio dura molto poco, giusto il tempo di una punizione. Kolarov, complice la barriera piazzata malissimo, insacca su calcio di punizione, infilando la palla rasoterra in direzione del palo coperto dal portiere.
Il definitivo 3-1 giallorosso è frutto di un perfetto colpo di testa di Fazio che, così, si fa perdonare la défaillance del momentaneo pareggio biancoceleste.

La sfida tra Juve e Napoli, invece, offre grande spettacolo da entrambe le parti, con l’inizio carichissimo della squadra di Carlo Ancelotti che sembra in dominio completo.
Zielinski, a pochi minuti dall’inizio, viene fermato solo dalla sfortuna (palo).
Passa poco tempo e gli uomini di Carletto trovano il vantaggio con Callejon bravo ad approfittare di uno svarione difensivo bianconero ed a mettere in condizioni Mertens di segnare a porta vuota.

La reazione juventina è veemente e porta, al 26′, Mandzukic ad insaccare alle spalle di Ospina di testa, su perfetto cross di Cristiano Ronaldo.
Nel finale del primo tempo, la difesa partenopea trema su calcio di punizione di CR7, da cui nasce un batti e ribatti che si risolve però in un nulla di fatto.
Ripresa di marca bianconera, con Mandzukic che fa doppietta al 49′.
Al 58′ la prima svolta: Mario Rui, già ammonito, fa un’altra entrata troppo energica su un avversario beccandosi il secondo giallo e lasciando i suoi sotto nel punteggio e sotto di un uomo per 30 minuti.
Il tris della Juventus nasce da palla inattiva, con Bonucci bravo ad insaccare alle spalle di Ospina su una grave disattenzione difensiva.
Finisce 3-1 per i bianconeri, che allungano in classifica e si aggiudicano la settima vittoria in altrettante gare di stagione.

Tsunami Indonesia: nuovo bilancio.

Si aggrava il bilancio del terremoto e dello tsunami che ieri hanno colpito l’Indonesia.

Fonti del luogo parlano di 384 morti, ma molti ancora sembrano essere i dispersi.
Tutta la zona è senza elettricità e senz’acqua, il che rende ancora più difficili i soccorsi.

Il direttore dell’ospedale di Palu ha dichiarato che l’intera sanità di zona è in emergenza e servono persino i generi più banali, andati persi o distrutti nel tragico evento.

Volley: Italia fuori dal Mondiale.

E’ bastato un solo set all’Italia per essere eliminata dal mondiale maschile di pallavolo.

Gli azzurri hanno perso malamente il primo set (25-14) contro la Polonia e dicono addio ai sogni iridati.

Partita già difficile sulla carta, che va anche peggio del previsto. Il primo set, equilibrato fino al 4-4, diventa un monologo polacco, con i nostri in bambola, che non riescono assolutamente a reagire.

Finisce, poi, 3-2 per gli azzurri, ma non basta. Dopo la batosta con la Serbia serviva un secco 3-0.

Indonesia: incubo tsunami.

Incubo tsunami sull’isola di Sulawesi, in Indonesia.

Una fortissima scossa di terremoto di magnitudo 7.3 ha colpito nella giornata odierna la zona, risvegliando negli abitanti il terrore delle scosse registrate a Lombok tra luglio e agosto, che causarono 500 morti.

La nuova scossa ha causato una mareggiata enorme e molte persone risultano al momento disperse.

L’Indonesia si trova in quello che è definito il triangolo dei terremoti.

Incendi: vasto rogo nel Pisano.

Bruciano i boschi in provincia di Pisa.

Da ieri sera i vigili del fuoco ed i forestali sono alle prese con un vastissimo incendio che ha intaccato la foresta nei pressi di Calci, sul monte Serra.

Decine gli uomini impegnati, compresi numerosi componenti delle forze dell’ordine che hanno dovuto sgomberare le abitazioni limitrofe, per un totale di 700 sfollati.

La Procura della Repubblica di Pisa ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per incendio doloso.

Il procuratore capo di Pisa giustifica l’apertura dell’indagine asserendo che lo sviluppo fortuito di un incendio, in una serata sostanzialmente fresca come quella di ieri, è da escludere tassativamente, ma chiarisce che saranno gli inquirenti a dire con chiarezza di chi saranno, se ci saranno, le responsabilità per il disastro.

Il Governatore della Regione Toscana, Rossi, ha dichiarato lo stato di emergenza e chiesto il supporto di tutto il personale disponibile della Regione Toscana per accelerare le operazioni di estinzione dell’incendio.

Serie A: pareggio Milan, la Juve sbanca Frosinone.

Si è conclusa poco fa l’ultima partita di questa giornata di Serie A.

Risultati:

SASSUOLO-EMPOLI 3-1
PARMA-CAGLIARI 2-0
FIORENTINA-SPAL 3-0
SAMPDORIA-INTER 0-1
TORINO-NAPOLI 1-3
BOLOGNA-ROMA 2-0
CHIEVO-UDINESE 0-2
LAZIO-GENOA 4-1
MILAN-ATALANTA 2-2
FROSINONE-JUVENTUS 0-2

Luci e ombre in questa giornata, con la Roma che subisce una brutta battuta d’arresto perdendo in casa del Bologna ed il Milan che si fa rimontare due volte da un’Atalanta cinica e volitiva. Ottima prova degli uomini di Gasperini che, nel finale, trovano la rete del pareggio definitivo. Annullata (fuorigioco) una rete a Bonaventura sull’1-0 Milan. Gioisce la Juve che dopo un primo tempo a reti inviolate vince 2-0 sul campo del Frosinone, scardinando la strenua (ed ottima a tratti) difesa dei Frusinati. Cristiano Ronaldo non brilla ma segna il gol dell’1-0 (rete convalidata dal VAR con posizione dubbia del portoghese).

Curiosità dal mondo: il Principato di Sealand.

Non tutti lo sanno, ma esiste un Principato (o così dicono) molto particolare al mondo: è il Principato di Sealand.

Situato al largo della contea di Suffolk (UK), è un autoproclamato Stato fondato da un ex militare inglese Paddy Roy Bates, che nel 1966 occupa un avamposto militare abbandonato e, insieme alla moglie, fonda lo Stato di Sealand.

Secondo quanto riportato da diversi siti, il Principato non è mai stato riconosciuto da alcuno Stato internazionale, ma – dice Bates – non è soggetto alla legislazione inglese.

La particolarità (leggasi bluff) è che Sealand ha una propria moneta, proprie leggi ed una sua Costituzione, vende propri titoli ma….si fa pagare in Euro. Molto strano per un Paese che si dice indipendente ed ha una propria moneta, a suo dire, forte.

Altra caratteristica: il presunto Stato è in realtà una piattaforma galleggiante, il cui interno è ad oggi arredato di tutto punto, con mobilia e suppellettili di lusso.
Come in ogni Stato che si rispetti, non sono mancati i problemi interni. Nel 1978, mentre Bates era via, un gruppo di uomini, capitanato dal primo ministro dello Stato, organizzò un colpo di Stato, con l’intento di dare la piattaforma alla Germania e trasformarla in un hotel di lusso.
Sfortuna vuole che Bates tornò immediatamente e fece, con un gruppo di mercenari ed un elicottero d’assalto, arrestare tutti i membri, compreso il suo primo ministro, salvo poi liberare tutti tranne lui.
Ne scaturì una trattativa che vide una delegazione tedesca andare nel “Principato”, con Bates (da furbone) che fece liberare il primo ministro e lo consegnò alla Germania parlando di liberazione di un prigioniero di guerra a seguito di un riconoscimento implicito di Sealand quale Stato indipendente.
Oggi Sealand è governato dal figlio primogenito di Bates, che alla morte dei coniugi fondatori ne assunse il comando. I fondatori di Pirate Bay, nel 2007, avviarono una trattativa per l’acquisto della piattaforma, ma l’affare sfumò ed ad oggi lo Stato è ancora in vendita. Segno che l’indipendenza costa troppo ed è meglio tirare i remi in barca (o meglio in piattaforma) e mollare il colpo.

Gli affari per l’acquisto son sempre ben accetti dal figlio di Bates, chi fosse interessato può sempre sognare di diventare Principe di Sealand e, per un po’, sentirsi nobile.