Sicilia: l’Etna si fa sentire.

Torna a farsi sentire l’Etna, il vulcano più attivo d’Italia.

“La montagna”, come lo chiamano i siciliani, torna in attività dopo qualche mese di tranquillità.

Lapilli e spettacolari colate dal cratere di nord-est, con colonne di fumo così alte da provocare anche la chiusura dell’aeroporto di Catania.

“Nessun pericolo per la popolazione” dicono gli esperti, ma solo il fascino di un evento naturale maestoso quanto inquietante che, ogni tanto, torna a mostrarsi.

Cortina, Sci: Marta Bassino medaglia d’oro

Prima gioia nei mondiali di sci in corso a Cortina.

La piemontese Marta Bassino ha vinto la gara di parallelo ex aequo con l’austriaca Liensberger.

Incredibile l’impresa dell’atleta cuneese, autrice di una doppia rimonta in semifinale ed in finale, dopo che ai quarti aveva battuto nel derby la Brignone.

Per l’Italia si tratta, oltre che del primo successo, della prima medaglia in questa kermesse, dopo la delusione Paris (4°) di ieri.

Domani Marta tenterà il bis nel “gigante” in programma.

Vienna, attentato a sinagoga: 7 morti [in aggiornamento]

Vile attentato nella giornata odierna nel centro di Vienna.

Un gruppo di terroristi ha attaccato con colpi d’arma da fuoco una sinagoga ebraica uccidendo 7 persone. Tra i morti anche un agente di polizia.

Uno degli attentatori sarebbe stato ucciso ed un altro arrestato, ma alcuni componenti del gruppo terroristico sarebbero in fuga.

Al momento non si hanno notizie certe, ma tutto il centro di Vienna è blindato dalle forze di polizia e qualche persona riferisce di aver visto scappare alcuni attentatori verso la metropolitana dove, secondo alcune fonti, avrebbero freddato altre persone.

La polizia austriaca ha esortato tutti i cittadini di Vienna a non uscire di casa e dalle attività, per nessun motivo.

[seguiranno aggiornamenti]

Calabria: muore Jole Santelli.

Si è spenta la scorsa notte la Presidentessa della Regione Calabria, Jole Santelli.

La combattiva donna, a capo della Regione da pochi mesi, era malata da tempo, ma non si è mai data per vinta, lavorando fino alla giornata di ieri.

La Santelli, venuta agli onori della cronaca per le sue battaglie contro i lockdown e le restrizioni anti-Covid, aveva 51 anni.

Cordoglio da Forza Italia, suo partito, che la definisce una gran donna. Cordoglio anche da alcune parti politiche avverse, che ricordano la sua voglia di non fermarsi mai e di lottare sempre per quello in cui credeva.

Ora, in sostituzione, sarà a capo della Regione Calabria il suo vice, scelta che ha suscitato polemiche.

Marika: il sogno si avvera.

Matteo Viviani colpisce ancora.

Questa volta è toccato a Marika, ragazza affetta da tetraparesi spastica, coronare il suo sogno: viaggiare in moto.

Era l’inizio del 2020 quando alla “iena” arriva una segnalazione: “Caro Matteo, mia figlia Marika, affetta da disabilità, continua a ripetere <<Cavolo, quanto mi piacerebbe andare in moto!>>”

Matteo, da sempre motivato da un grande cuore, non perde tempo e contatta il motociclista Simone Zignoli, motociclista esperto che si presta per questa impresa: portare in giro per la Sardegna la giovane Marika, in sella alla sua Suzuki.

Grazie alla collaborazione con un centro ortopedico ad altissima specializzazione, Marika viene dotata di una seduta speciale totalmente conformata sulla sua forma fisica, creata appositamente per rendere sicura la “cavalcata” nonostante la sua grave disabilità.

Nel servizio di questa sera, Marika è visibilmente commossa e felicissima. Si presta alle prove con una voglia, un sorriso ed una felicità disarmanti. Emozione allo stato puro.

La mamma, che non smette un secondo di piangere dall’emozione, viene anche sgridata dalla giovane: “Mamma” -le dice- “E’ una cosa bella, è una cosa figa, non c’è nulla da piangere!”

Anche Simone, non nuovo ad esperienze di questo tipo, è commosso. “Ho dormito 22 minuti questa notte” dichiara nel giorno in cui si parte per il tour di Marika.

In questo frangente, però, solo un problema potrebbe sorgere…Marika è una donna e Simone, da uomo, non ha possibilità di far fronte alle esigenze femminili di Marika. Ed ecco che entra in gioco lei, Francesca Gasperi. Fotografa di professione ed espertissima motociclista, “Francy”, come la chiama Marika, sarà la persona che accudirà la ragazza nel suo intrepido viaggio che le consentirà, attraverso la “due ruote” di staccare dalla “normalità, che a volte mi pesa” e sarà utile, a livello terapeutico, per rilassare la muscolatura di Marika e, chissà, ridurre la spasticità che opprime la giovane, con la speranza che un giorno possa essere lei stessa a “dare gas” ad una due ruote, per emozionarla ancora e, con lei, emozionare tutti noi.

Jonathan Galindo: il nuovo “gioco” che terrorizza l’Italia.

Le sembianze di Pippo della Disney, storpiate in un ghigno beffardo.

Così si presenta Jonathan Galindo, il personaggio che, a quanto pare, ha portato negli ultimi tempi alla morte di un bambino di 11 anni di Napoli.

Come i precedenti Blue Whale e Momo Game, anche qui il balordo carpisce la fiducia di quelli che per la società sono ancora bambini, convincendoli ad affrontare prove sempre più pericolose, giochi sempre più spinti all’autolesionismo, portandoli talvolta anche al suicidio.

La storia di questo fantomatico personaggio è uscita dopo che un ragazzino di 11 anni napoletano che, sembra per l’estremo gesto richiesto dal gioco proposto da questa ignobile persona, si è buttato dal balcone di casa uccidendosi.

Ma…Come funziona questo macabro “gioco”?

Tutto inizia con un’innocente (così pare) richiesta d’amicizia sui social, fatta da questo “Pippo Horror” ai minori. Questo essere, poi, comincia a parlare con il minorenne, convincendolo in modo subdolo ma deciso a fare azioni sempre più pericolose e lesive della propria integrità fisica. Il “gioco”, sulla scia di Blue Whale, termina poi con l’estrema prova: buttarsi dal terrazzo o da un punto elevato togliendosi la vita.

Un gioco macabro ed indegno, insomma, propiziato dal fatto che, ormai, i ragazzini sono “schiavi” della tecnologia, divisi tra pc e cellulari che, se usati senza sorveglianza da parte di un adulto, possono portare a conseguenze disastrose.

Il consiglio, quindi, è sempre lo stesso: seguite i vostri figli, distoglieteli dalla tecnologia o, se gliela fate usare, siate vigili e non lasciate mai i bambini da soli a fronteggiare social e quant’altro. Il mondo è pieno di gente infida che sfrutta la fragilità dei minori per chissà quale scopo.

Libano: esplosione causa 78 morti ed oltre 4mila feriti.

Una forte esplosione, al momento dall’origine sconosciuta, si è verificata nella giornata di ieri a Beirut, Libano.

Da una prima ricostruzione, sembra che ad esplodere sia stato un magazzino contenente oltre 2mila tonnellate di nitrato d’ammonio (sostanza altamente infiammabile).

La deflagrazione ha causato, finora, la morte di 78 persone ed il ferimento di altre 4000, tra cui un nostro connazionale del contingente Unifil. Le sue condizioni, fortunatamente, non sarebbero gravi.

Shock in tutto il mondo per quella che, ad oggi, è la più grande tragedia in Libano dai tempi dell’intervento internazionale per garantire la pace.

E’ stata avviata un’indagine internazionale per capire cosa ci sia alla base della tragedia.

Genova ha di nuovo il suo ponte. Aperto il viadotto San Giorgio.

E’ stato aperto al traffico, pochi minuti fa, il nuovo viadotto che collega la A10.

Il nuovo ponte, denominato “Viadotto San Giorgio” è stato inaugurato ieri sera dalle autorità dello Stato, alla presenza dell’ideatore Renzo Piano che, con le sue parole, ha commosso tutti i presenti.

Questa sera i primi veicoli, principalmente motociclisti, hanno potuto emozionarsi attraversando il nuovo ponte che non rappresenta solo una rivincita per la città di Genova, ma soprattutto il ritorno alla normalità per una città che, a causa del crollo del Ponte Morandi il 14 agosto 2018, ha perso anche buona parte della sua economia.

La gioia per i primi viaggiatori è stata molta, tanto che si sono uditi suoni di clacson impazziti, accompagnati dai gesti di vittoria dei motociclisti.

Il ponte San Giorgio, che sostituisce il “Morandi”, dona nuovamente alla “Superba” il suo collegamento principale, anche se lo sconvolgimento e la tristezza per un dramma senza precedenti rimarranno per sempre.

(foto di proprietà del sito ufficiale del Genoa C.F.C.)

Italiana la prima protesi liquida della retina.

Ha dell’incredibile l’invenzione portata a termine in Italia e pubblicata sulla rivista scientifica Nature Nanotechnology.

Gli scienziati tricolori hanno portato a termine la creazione di una protesi della retina allo stato liquido che, secondo quanto pubblicato sulla rivista, è formata da nanoparticelle sospese in una sostanza liquida che riescono a sopperire al deficit visivo dato da invecchiamento o malattie degenerative.

Si tratta della prima volta al mondo che si utilizza questa tecnica che, a breve, sarà sperimentata sull’essere umano, come spiega l’Istituto Italiano di Tecnologia che ha coordinato gli studi.

Questa nuova protesi potrebbe, in futuro, essere utile per curare malattie oculari come la retinite pigmentosa e la degenerazione maculare.

23 Maggio 1992: la strage di Capaci.

“La nota personalità è deceduta”. Con queste parole finì la vita di uno dei giudici più grandi della storia italiana.

Era il 23 maggio 1992 e Giovanni Falcone stava viaggiando, con la moglie e la sua scorta, sull’autostrada siciliana che porta a Palermo.

All’altezza di Capaci, una mano assassina fece esplodere l’intera sede stradale, con un carico di 500 kg di tritolo.

Fu una carneficina: il giudice, la moglie e 3 agenti della scorta rimasero uccisi nel tremendo scoppio.

Subito si attivarono i soccorsi, con Falcone che fu portato immediatamente all’ospedale di Palermo.

Si disse che era illeso in un primo momento, ma non fu così.

Morì dopo poco in ospedale. Troppo gravi le ferite riportate.

La frase detta via radio da uno degli agenti fu come una lancia che trafisse il cuore di chi amava quell’uomo semplice ma determinato.

L’ex ministro Caselli, suo amico, a distanza di 28 anni lo ricorda ancora con le lacrime agli occhi. Erano amici e lo stesso ex ministro lo volle come suo scudiero agli Affari Penali che negli anni ’90 era considerato, dopo il ministro della giustizia, come il ruolo più importante.

Oggi, a 28 anni da quella tragedia, il ricordo di quell’uomo è ancora vivo e la lotta alla mafia continua in suo nome.

Onore a lui ed ai caduti di quel tragico 23 maggio 1992.